Qualcosa del Museo

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La Macina di Mulino 

Costruita utilizzando l’antica pietra mulinaria della contrada San Brasi, nel ragusano, si dice sia la più grossa macina di mulino mai realizzata.

È costituita da dodici pietre, affiancate l’una all’altra, fino a formare la ruota, e dal collo, posizionato al centro.

La ruota, infine, è cinta da due cerchi di carretto siciliano e ricoperta di gesso. Attraverso un movimento rotatorio il frumento, che arriva dalla la tremoia, viene trasformato in farina.

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L’ Orologio di pietra

Si tratta di un orologio “biologico” che scandisce il tempo e indica come questo influisce sul nostro corpo. Esso è ricavato da una macina di mulino ad acqua in cui ad ogni pietra corrisponde un organo del nostro corpo e un’ora del giorno (indicate dalle lettere e dai numeri romani scolpiti in esse). La filosofia dell’orologio nasce dall’equilibrio di due energie, lo YANG e lo YING che, durante le ore della giornata attraversano il nostro corpo, soggiornando e dando pienezza, di volta in volta, in ciascun organo: polmoni (P), intestino (GI), stomaco (E), milza (RP), cuore (C), intestino tenue (IG), vescica (V), reni (RN), sistema endocrino (MC), triplice riscaldatore (TR), vescica biliare (VB) e fegato (F).

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La Grotta

A rutta è un’arcaica abitazione contadina scavata nella roccia, seguendo il modello delle grotte di Chiafura a Scicli. Caratterizzata dalla mancanza di pavimento ed intonaco, la grotta mostra la pietra, lavorata con martello e piccone dalla mano dell’uomo. In particolare, il lavoro che portò al suo compimento durò ben tre anni.

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La Carcara

A carcara è una fornace di forma circolare, utilizzata nel nostro territorio fino agli anni ’60 per la cottura della pietra, finalizzata alla produzione della calce. La pietra utilizzata era quella “ro forti”, dal colore bianco, estratta dall’ammasso roccioso e ridotta in ciottoli prima della lavorazione.

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L’Anfiteatro

L’anfiteatro, scavato nella pietra, è costruito sul modello del teatro greco, con una cavea semicircolare a gradoni che sfrutta la pendenza naturale del terreno, permettendo una perfetta visibilità e un’ottima acustica da tutte le posizioni. Nel palcoscenico naturale dell’anfiteatro, con vista su Sampieri e sul “Pisciotto” 

si tengono convegni, incontri ed attività teatrali.

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L'Aia

L'aia è una superfice piana in pietra che veniva anticamente utilizzata perseparare il grano dalle spighe ammassate su di essa. Il raccolto veniva pestato dai cavalli e successivamente, attraverso l'uso di vari strumenti e del vento, veniva separato in modo da ricavare il frumento.

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La Pietraia 

La pietraia era un punto di raccolta delle pietre prelevate dai terreni circostanti per facilitarne la coltivazione. Le pietre venivano poi distinte in base alla dimensione e utilizzate in svariati modi. Dall'impiego dei massi più grandi nascono I muri a secco. 

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La Macina familiare

La macina familiare era una piccola macina in pietra, in cui veniva pestato il grano destinato al consumo privato. Le famiglie, infatti, preferivano pestare il grano da sè, in modo da non pagare la tassa sul macinato. È costituita da due pietre, poggiate l'una sull'altra; la prima, a forma di ruota, viene fatta roteare sulla seconda, che costituisce la base della struttura. Da una fessura viene introdotto il frumento che, grazie all’attrito tra i due massi viene frantumato, fino ad ottenere la farina. È con questa farina casalinga che si prepara il caturro, detto “cibo dei poveri”, ma ricco in realtà di sapori e principi nutritivi.

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La Meliera/ Il mielaio 

Il mielaio è  l’unico componente in pietra del torchio, marchingegno in legno utilizzato anticamente per separare il miele dalla cera. 

Si tratta infatti di una pietra scolpita, dai bordi rialzati, che raccoglieva il prodotto dell’ape e lo riversava, infine in apposite contenitori.